A Paternò brucia ancora una volta l’oasi di “Ponte Barca“. Dopo il rogo che ha distrutto parecchi ettari di fondi agricoli martedì scorso, un altro incendio ha seminato tanta paura tra gli agricoltori perché nella zona, oltre ai fondi agricoli, sono presenti anche diverse residenze. Incendi che non sono mai frutto di un caso di autocombustione, ma sono tutti voluti da una mano che ha un piano ben preciso, ma non ben chiaro. Oltre mille ettari di terra bruciati in dieci giorni e centinaia di agricoltori che hanno perso tutto. Roghi che per Paternò e le campagne, non sono una novità, ma mai come quest’anno gli incendiari hanno seminato una vera distruzione. C’è differenza tra la matrice dei roghi in città rispetto a quella che distrugge in campagna. Infatti, per quest’ultimo caso, si parla di criminalità organizzata.

Ad alimentare tanti interrogativi per i roghi a Ponte Barca è il fatto che, sabato scorso, nell’oasi faunistica, c’era stata una riunione pubblica degli agricoltori e degli allevatori che avevano perso tutto una settimana prima, nel rogo dei Monti Castellaccio. Presenti a questo appuntamento tanti cittadini e le istituzioni, con i carabinieri a presidiare. A Ponte Barca, i Vigili del Fuoco, con il corpo boschivo, la forestale con due elicotteri e i mezzi della Protezione civile di tre diverse associazioni, sono riusciti a domare le fiamme, evitando il peggio. Però qualcosa da dire ci sarebbe, perché, per far partire i soccorsi, gli agricoltori non sapevano più chi chiamare mentre le campagne bruciavano davanti ai loro occhi. Nessuno aveva avvertito i Vigili urbani, la Protezione civile e la Forestale, arrivati dopo parecchie ore.

Il sindaco Nino Naso afferma di aver incontrato gli agricoltori e di essere loro vicino, informando che su Ponte Barca c’è tantissimo interesse avendo un finanziamento da 1,2 milioni di euro che viene gestito insieme alle associazioni e gli agricoltori del luogo. Non trattandosi di autocombustione, è stata presentata, una denuncia contro ignoti e si chiederà anche a sua Eccellenza il Prefetto, un tavolo per garantire il territorio contro questi malfattori che sconoscono cosa vuol dire l’appartenenza alle meraviglie del luogo. Insieme agli altri sindaci è stato chiesto il potenziamento della caserma dei Vigili del fuoco locali. Per combattere questi malfattori tutte le Istituzioni devono essere unite e far sentire la loro presenza, attivamente. Il sindaco conferma come le forze dell’ordine stiano indagando, ringraziandoli per il lavoro che stanno svolgendo.

(articolo scritto in collaborazione con Salvo Re)

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