Vari Comuni stanno attendendo i cinque milioni di euro per far fronte all’emergenza sabbia vulcanica e, nell’attesa, stanno provvedendo autonomamente ma la situazione ha generato delle polemiche. E’ il caso del comune di San Giovanni La Punta perché il consigliere comunale di opposizione Giuseppe Bruno ha dichiarato: “Dalla comunicazione istituzionale sembra che l’amministrazione abbia in programma di ripulire solo la parte centrale del paese. Una cosa assurda, perché non ci sono cittadini di serie A e di serie B. In queste ore sono stato contattato da diversi concittadini che non hanno letto le loro strade tra quelle in cui è prevista la raccolta della cenere vulcanica.

Tra i tanti che mi hanno contattato ci sono i residenti delle vie Giuseppe Mazzini, Donizetti, Alessandria e Lipari. Sembra che la parte periferica del paese non interessi a questa amministrazione. Ricordo che tutti abbiamo uguali diritti e doveri. Inoltre, mi è stato segnalato da diversi cittadini e poi sono andato a verificare personalmente, che il servizio di spazzamento e raccolta della cenere vulcanica, avviene solo e soltanto lungo le strade e non sui marciapiedi. Questa scelta discutibile, comporta, in pratica, un doppio lavoro inutile. Perché al primo momento di vento, la cenere presente sui marciapiedi va a depositarsi sul manto stradale e si è vanificato tutto”.

L’amministrazione comunale, tramite le parole del sindaco Nino Bellia, ha risposto: “Nei prossimi giorni, il servizio di spazzamento verrà realizzato su tutto il territorio comunale.
Da inizio dell’anno questo non è l’unico intervento; lo spazzamento straordinario è stato eseguito, infatti, nei mesi di marzo e di aprile e tutto ciò con un impegno economico extra. Stiamo procedendo anche al ritiro porta a porta dei sacchetti contenenti la sabbia vulcanica”.