Vi abbiamo riportato nei giorni scorsi le parole in conferenza stampa dell’ex sindaco di Adrano Angelo D’Agate in cui manifestava l’intenzione di rivolgersi al Tar. Uno dei motivi del ricorso riguarda il voto di sfiducia di Federico Floresta e Maria Grazia Ingrassia in quanto “i due consiglieri avevano l’obbligo di astenersi dal voto perché in conflitto con il Comune”.

Non si è fatta attendere la risposta proprio di Floresta e di Ingrassia: “In due anni e mezzo abbiamo cercato svariate volte di essere collaborativi a prescindere dalle appartenenze, votando atti che a questo punto andrebbero ridiscussi e annullati tutti. Con i nostri voti determinanti sono passati atti che hanno permesso all’Amministrazione di avere strumenti per amministrare. Il sindaco D’Agate e esponenti politici a lui vicini ci hanno contattato personalmente chiedendoci di non votare la mozione, e noi come perfetti ingenui abbiamo tentato fino all’ultimo di trovare un accordo per provare ad andare avanti, salvo poi arrenderci e votare si alla mozione dopo aver preso atto che la città e le altre forze politiche volevano la fine di quella Amministrazione fallimentare.

Nelle more di poter finalmente difenderci in un processo – concludono i due consiglieri – iniziato basandosi su una infondata accusa di reato mafioso-elettorale (magicamente poi scomparsa) ma che sta alla base di tutto il faldone delle indagini.
Se avevano questa voglia di rappresentare ancora le istituzioni, avrebbero potuto aspettare qualche mese e ricandidarsi per rivolgersi al giudice per antonomasia: il popolo”.

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