Non si placano le polemiche sulla vicenda riguardante l’ex sindaco di Adrano Angelo D’Agate: dopo la mozione di sfiducia approvata lo scorso 28 marzo che ha decretato la decadenza del primo cittadino e dei 24 consiglieri, D’Agate ha rilasciato delle dichiarazioni in una conferenza stampa annunciando la volontà di presentare ricorso al Tar.

Nello specifico, la difesa dell’ex sindaco si basa su tre punti: sull’accusa di aver portato avanti un mandato fallimentare, D’Agate dice che “sono accuse ingiuste, per fare chiarezza e verità sul nostro serio operato amministrativo stiamo allegando al ricorso decine di delibere che dimostrano l’impegno dell’amministrazione che ho guidato”.

L’altro punto dibattuto riguardo il voto di sfiducia di Federico Floresta e Maria Grazia Ingrassia perché entrambi sono indagati con altre 12 persone nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Catania sulla presunta compravendita di voti nel corso della campagna elettorale delle elezioni amministrative di Adrano del giugno del 2018 e quindi la votazione dovrebbe essere annullata in quanto “in due consiglieri avevano l’obbligo di astenersi dal voto perché in conflitto con il Comune”.

Ultimo punto della difesa dell’ex sindaco: la mozione di sfiducia è incostituzionale perché non avrebbe rispettato il principio indicato dall’articolo 120 della Costituzione, quello della “leale collaborazione tra organi istituzionali”.