Reati ambientali concernenti la gestione delle acque reflue: questa l’accusa nei confronti del sindaco di Motta Anastasio Carrà, il responsabile dell’Area tecnica del Comune Antonio Di Rosa e tre soggetti esterni che sono stati tutti rinviati a giudizio.

Una notizia che ha scatenato già le polemiche come dimostrano le dichiarazioni della deputata all’Ars del M5s, Jose Marano: “Quando si amministra occorre essere al di sopra di ogni sospetto: le ipotesi accusatorie nei confronti del sindaco sono gravi. Si parla di scarichi abusivi di acque reflue urbane, che avrebbero causato “la compromissione significativa delle acque del Fosso Lagani e anche del suolo”. Dov’era l’Amministrazione? Perché il sindaco non è intervenuto per preservare la salute dei cittadini e l’ambiente? Il territorio di Motta ha già subìto tanto sotto il profilo ambientale per via delle discariche, e non possiamo accettare che un primo cittadino sia accusato di profili così gravi”.

Risposta immediata del sindaco Carrà: “La deputata non ha certo chiesto le dimissioni della Raggi e dell’Appendino quando sono state condannate. La decisione giudiziaria permetterà di appurare la correttezza dell’Amministrazione da me guidata.

Esprimo fiducia incondizionata negli accertamenti e nelle valutazioni che la magistratura effettuerà, sicuro che essi dimostreranno la piena legalità dell’azione condotta dalla nostra Giunta. Chiedo solo che la vicenda giudiziaria sia definita in tempi rapidissimi. Nell’ambito delle sue competenze di indirizzo e non di gestione tecnica, un sindaco deve preservare l’ambiente che deve trasmettere intatto alle generazioni future, ed è quello che ho fatto su indicazione dei tecnici.

Le analisi dell’Ispra, l’Istituto di studi incaricato dal Governo nazionale, dimostrano che non si è integrato alcun danno ambientale a carico del territorio mottese; invito tutti a rileggerle. Questa Giunta è l’unica che è intervenuta sul collettore realizzato nel 1985, ereditato da precedenti gestioni. Già nel 2016 si sono approvati i lavori di adeguamento della rete fognaria e sono stati eliminati gli sversamenti di liquami nel torrente Lagani. Più di recente la Giunta si è adoperata per far inserire i lavori di potenziamento del collettore nel finanziamento “Ati At 02 Catania” per quasi 8 milioni. Sono dati pubblici che invito a leggere prima di affermare responsabilità che le vicende giudiziarie dimostreranno inesistenti”.