Accanto al castello di Poira, a Paternò, un’area naturalistica incantevole ed incontaminata sono state ritrovate , all’interno di un casolare abbandonato, le carcasse di due grossi cani. Una zona favolosa finita all’attenzione di tutti, in quanto ai piedi del castello, sono stati trovati mucchi di rifiuti, tra questi anche copertoni di macchine. Denuncia arrivata puntuale dai componenti del presidio partecipativo del Patto di Fiume Simeto e dall’Archeoclub d’Italia sezione di Paternò. I vigili urbani hanno delimitato la discarica, in attesa della rimozione dei rifiuti.

Purtroppo bisogna mettere in risalto come il castello di Poira, non è solo meta di persone amanti della natura e di ambientalisti, ma anche di gente senza coscienziosità. Chi ha scoperto la lugubre morte dei due cani, sono stati due ragazzi giunti ai piedi del castello per respirare aria salubre e per godersi la bellissima zona. Increduli ai loro occhi, i due ragazzi hanno informato Massimo Anicito, presidente dell’associazione “Cuori randagi” che giunti sul luogo, hanno potuto appurare come i due grossi cani siano stati seviziati e torturati, prima di essere uccisi, forse in un altro posto, per poi essere spostati ed abbandonati definitivamente in un posto inimmaginabile.

Un gesto veramente orrendo, da condannare fortemente, è il pensiero di Massimo Anicito. Dopo quattro anni di attesa, dovrebbero partire a breve i lavori per recuperare l’ultima parte dell’ex macello, che potrebbe ospitare circa 30 cani, rispetto ai 20 che dovranno essere trasferiti nei nuovi box, realizzati all’autoparco comunale.

(articolo scritto in collaborazione con Salvo Re)