Era il 2018 e i carabinieri di Gravina, durante un’operazione, scoprirono che tre farmacie di Mascalucia pagavano il “pizzo”. Mille euro versati per le festività natalizie e in estate. La cifra veniva versata ogni due/tre anni da vent’anni circa. “Una somma sicura che nella fattispecie serviva prevalentemente al sostentamento del boss detenuto Pietro Puglisi“. Così dissero gli inquirenti.

Nel maggio 2019 i sette estorsori furono condannati in primo grado dal Gup con l’accusa di estorsione aggravata ai danni di alcune farmacie di Mascalucia, tutti componenti del clan Santapaola.

Adesso la sentenza d’appello che ha ridotto la pena a cinque dei sette estorsori delle farmacie. Queste le decisioni: Cantone Rosario (da 6, a 5 anni e dieci mesi in totale e in continuazione con altro); Cantone Fabio (da 5,4 anni a 3 anni e dieci mesi in continuazione); Carciotto Antonio (da 3, 4 anni a 3 anni, due mesi e 26 giorni); Mazzaglia Salvatore (da 5, 4 anni, a 7 anni, nove mesi e dieci giorni); Puglisi Giuseppe (da 5, 4 anni a 4 anni e otto mesi). Condanne confermate invece per Carciotto Alfio (5 anni e quattro mesi) e Puglisi Salvatore (4 anni e dieci mesi).